È una di quelle salite che non perdonano. Dalla borgata di Gabutti la strada punta decisa verso Gottasecca e, fin dai primi metri, mostra il suo carattere: rampe irregolari, violente, che superano più volte il 15% e culminano in un muro finale oltre il 25%.
Breve ma feroce, è una di quelle salite dove non si cerca il ritmo, ma la sopravvivenza. Ogni curva svela una nuova rampa, ogni cambio di pendenza è un test di forza e volontà.
La carreggiata è stretta, immersa tra boschi e vigneti che lasciano appena intravedere scorci sull’Alta Langa. Nessun traffico, solo il rumore della catena che si tende e il fiato corto. È una salita nervosa e tecnica, perfetta per chi vuole lavorare su forza massimale, rilanci e variazioni di coppia.
Servono rapporti agili e una buona dose di rispetto: partire troppo forte significa saltare prima dello scollinamento.
Una volta in cima si attraversa il caratteristico paesino di Gottasecca, dove non è raro imbattersi in una partita di pallone elastico nella piazza della chiesa.




