Una salita che non lascia spazio alle esitazioni: 3,5 km al 7,3% in cui la durezza si manifesta fin dall’attacco, con rampe al 15–18% che impongono subito il proprio ritmo. Nessun tratto introduttivo per scaldarsi: qui la gamba deve essere pronta.
Superato il primo chilometro, l’andamento diventa più regolare ma tutt’altro che semplice. Le pendenze oscillano continuamente, ogni curva può celare una rampa in doppia cifra, e i brevi cambi di pendenza spezzano il colpo di pedale. Il tratto centrale alterna segmenti al 10–14% a falsopiani che illudono per pochi metri prima di ricominciare a spingere.
Il finale è la parte più scenografica e impegnativa: una sequenza di rampe al 16–19%, strette e decise, che mettono alla prova forza e determinazione fino all’ultimo metro.
Una salita perfetta per testare la condizione, lavorare sulla soglia e fare selezione in un giro di giornata.
L’ultimo tratto di pavé sbuca nella piazzetta di Mombarcaro dove si può godere di una vista mozzafiato sulle vallate sottostanti.














