È una cronometro fuori dal tempo, immersa nel silenzio del Parco naturale delle Sorgenti del Belbo, dove la strada diventa un nastro d’asfalto che taglia il bosco senza mai dominarlo. Si parte dalla Pavoncella, con l’aria fresca che invita subito a trovare posizione e cadenza, e si entra in una dimensione rarefatta, lontana da traffico e rumori, dove ogni riferimento esterno scompare.
Il percorso è mosso ma mai spezzato, ideale per cercare il ritmo più che la potenza pura.
Le leggere ondulazioni obbligano a continui aggiustamenti: qui non si rilancia, si mantiene, si gestisce lo sforzo con precisione, cercando la velocità media più alta possibile senza mai andare fuori soglia.
L’arrivo a San Benedetto Belbo, luogo profondamente legato a Fenoglio, restituisce la sensazione netta di aver combattuto contro se stessi, in un contesto che amplifica ogni respiro e ogni battito.
Qui il cronometro non misura solo il tempo, ma anche la qualità dello sforzo.
Una prova silenziosa, elegante, essenziale dove la natura fa da pubblico e il Belbo scorre accanto, indifferente ai secondi che passano.















